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Cos’è e come si calcola la rendita catastale - Catastosemplice.it

Cos’è e come si calcola la rendita catastale

In breve

La rendita catastale è il valore fondamentale per calcolare imposte come IMU e IRPEF su immobili e terreni.

Essa si trova sull'atto di acquisto o sulla visura catastale e, una volta rivalutata tramite specifici coefficienti in base alla categoria, determina il valore catastale, base per imposte di donazione, registro, ipotecarie e catastali.

Il calcolo prevede la moltiplicazione della rendita per la tariffa d’estimo, seguita da un ulteriore coefficiente variabile (ad esempio, 110 per la prima casa, 120 per gruppi A o C, 168 per categoria B). Nei casi di immobili non censiti si utilizza una rendita presunta, e la normativa può aggiornare periodicamente i parametri.

  Tempo di lettura: 2 minuti

La rendita catastale è quel valore necessario ad effettuare i calcoli ai fini fiscali di beni immobili. Nella pratica, quindi, per calcolare imposte quali IMU o IRPEF di un’abitazione o terreno agricolo è necessario ricavare questo importante valore. Nel caso di immobili censiti ed accatastati, è possibile trovare la rendita catastale sull’atto di acquisto della casa e / o sulla visura catastale.

Il valore catastale

La rendita catastale rivalutata per specifici coefficienti, strettamente dipendenti dalla categoria catastale di appartenenza del bene immobile, dà origine al cosiddetto valore catastale. Quest’ultimo differisce dalla rendita perché si calcola sulla sua base e rappresenta, di fatto, la base di calcolo per il pagamento di imposte tra loro diverse quali, per esempio, le imposte di donazione, di registro, ipotecarie e catastali (solo in caso di acquisto di immobili e relative pertinenze ad uso abitativo).

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Come si calcola la rendita catastale

La rendita catastale dei beni immobili viene sempre calcolata moltiplicando la consistenza catastale per la tariffa d’estimo. Come dicevamo poco sopra, tale valore è molto importante perché permette di ottenere il valore catastale, ovvero quell’unità numerica che permette di calcolare le imposte.

Come calcolare il valore catastale

Ed eccoci quindi arrivati al calcolo del valore catastale. Questo è facilmente ricavabile moltiplicando la rendita catastale per un dato coefficiente di rivalutazione, che per gli immobili appartenenti al gruppo A, C, D, E risulta essere pari al 5%, mentre per gli immobili di categoria B è pari al 40%. Il valore, così com’è stato ottenuto, va poi moltiplicato per un ulteriore coefficiente variabile sempre in base alla categoria di appartenenza dell’immobile. Nella pratica si tratta di:

  • 110 per la prima casa;
  • 120 per i fabbricati appartenenti al gruppo A o C;
  • 168 per i fabbricati in categoria B;
  • 60 per i beni immobili nel gruppo A/10 e D;
  • 40,80 per i fabbricati delle categorie C/1 ed E;
  • 112,50 per i terreni non edificabili.

Il calcolo del valore catastale per immobili non censiti

Nel caso di beni immobili non censiti al Catasto, quindi dove non è possibile rilevare la rendita catastale, è possibile utilizzare una rendita presunta per la determinazione del valore catastale.

La rendita catastale può variare?

Poiché la normativa vigente ha il potere di cambiare periodicamente i parametri tecnico-estimativi utili a determinare la rendita catastale, è bene sapere che essa può potenzialmente variare nel corso del tempo.

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